
incontri | pordenonelegge.it
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distrarsi e perdersi. |
al di la' dell'utopia nei territori del lavoro e dell'abitare contemporaneo |
pordenonelegge.it 6a edizione |
antonio pascale scrittore | passa la bellezza [einaudi stile libero.big, 2005] |
franco la cecla architetto e antropologo | perdersi. l'uomo senza ambiente [editori laterza, 2005] |
jules verne nel 1879 scrive un libro ambientato negli stati uniti, allora luogo del futuro per l’uomo moderno e per la civilta' della scienza e delle macchine. qui sorgono due citta' utopiche di fondazione, franceville e stahlstadt; citta' dai caratteri antitetici, metafora delle ambizioni e delle attitudini umane. a quasi centocinquant’anni di distanza i territori abitati sembrano mostrare poche tracce di utopia. vediamo i segni di diverse ipotesi di pianificazione, di sviluppi controllati o sfuggiti di mano, di cambiamenti sociali che nel tempo si sono sovrapposti e incrociati. e negli ultimi quarant’anni molta distrazione, indifferenza, opportunismo insediativo ed economico; e ancora realta' mutate profondamente, che non hanno trovato autonomia urbana. i territori attuali hanno abitanti che spesso non sono nati nei luoghi in cui risiedono, ma che li attraversano o li vivono con un nomadismo che non parla solo di differenza d’origine. ci sono i cambiamenti determinati dalle nuove tipologie del lavoro, con il quale sempre pił forte e totale e' l’identificazione dell’io. lo spazio e' fatto, soprattutto, di abitacoli (le auto, le villette) e di domicili (il luogo del lavoro, del consumo, del divertimento). ci sono spostamenti, continui, in un paesaggio in cui non sappiamo piu' perderci o nel quale ci perdiamo perche' non lo riconosciamo come parte di noi stessi; perche' sempre piu' evidente e' l’estraneita' fra interno ed esterno. ci si muove fra i limiti della progettazione regolata e la perdita di senso del territorio, fra mancanza di relazione e mancanza di corrispondenza. spesso sono gli scarti, i luoghi a margine che, una volta superato il pregiudizio e la desolazione, diventano episodi rivelatori nelle pieghe di un contesto urbano consolidato in cui anche i luoghi pubblici si sono svuotati di contenuto e di riferimenti sociali. la distrazione e il perdersi contengono in se' un valore sottile e positivo. sapere distrarsi e divagare per cogliere cio' che non vediamo abitualmente e per non sentirsi senza scampo; e sapere attraversare e ascoltare i luoghi per capirne la loro disponibilita' e natura. in questi libri, scrittura civile e antropologia si incrociano per mettere a fuoco le mutazioni del nostro paese e per inseguire una geografia consapevole dei luoghi e delle abitudini sociali. non utopie ma attenzione e apertura ai dettagli: ethnoscapes; attraversare e ascoltare; i rumeni e i senegalesi della campagne casertane; i luoghi accanto, dove la vita puo' trovare spazio per allargare lo spazio; i fili elettrici a domicilio; gli acquari al posto del mare che non si vede. |
tra urbanistica e letteratura
distrarsi e perdersi
la natura poetica dell'architettura
il cinema e le arti visive
la citta' distratta
la citta' scritta. descrizione, struttura narrativa, citta' reale
site specific. NY_07
la civiltą dei superluoghi. notizie dalla metropoli quotidiana
nel paesaggio. il progetto per la citta' negli ultimi vent'anni