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il cinema e le arti visive |
pordenonelegge.it 3a edizione |

l'architettura, per se stessa, predispone e programma i percorsi dello sguardo. e cos'altro è la regia cinematografica se non programmazione d'uno sguardo spettatoriale? quali sono le possibili relazioni tra queste due programmazioni? e, ancora, in che rapporto stanno lo spazio filmico e lo spazio architettonico, opera che è prima dell'opera? lo spazio architettonico, come ricorda Rohmer, preesiste all'atto del filmare, ha una sua esistenza concreta, tanto che si tratti di architetture realmente esistenti, quanto di architetture fittizie, ricostruite in studio. il rapporto tra architettura e cinema non è solo un problema di progettazione o adattamento dello spazio profilmico, non è quindi un problema esclusivamente scenografico. forma e materia, espressione e contenuto della significazione architettonica vengono assunti all'interno della significazione filmica, secondo i processi che la semiotica del cinema ha formalizzato a partire dal modello linguistico. si può, però, ipotizzare che lo spazio architettonico mantenga una sua (relativa) autonomia. testo tratto da il cinema e le arti visive |
> incontro e presentazione del libro | |
il cinema e le arti visive | |
antonio costa | |
einaudi 2002 | |
tra urbanistica e letteratura
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