incontri | cinema&architettura
il mio paese. 1960>2006. viaggio in italia attraverso il mondo del lavoro
abusivismo+anomalia. paesaggi incongrui tra fascino e demolizione
2002 | 2003 | 2005 | 2006 | 2007
il confine e lo spazio negato
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cinema&architettura 6a rassegna |
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certezze gli spostamenti umani incrinano e riscrivono le certezze geografiche sovrapponendo innumerevoli planimetrie culturali, tessiture leggere che incidono la terra. la città, da sempre luogo a rischio in quanto potere stabilità e regola solidificate in materiale edilizio, pone l’altro al di là e oltre il confine urbano; necessariamente. ora però la città supera i grandi recinti viari, si disperde nel territorio, e il limite non è più preciso. in un mondo di relazioni complesse definire l’altro può essere deduzione molto semplice o molto sottile; spesso, purtroppo, ancora storie di slittamenti, di ripetute opposizioni alla diversità. luoghi la comunità istituzionale non si riconosce nei luoghi marginali dell’abbandono edilizio; questi sono gli spazi in cui è implicita la non appartenenza, dove non si abita. alle minoranze, etniche o territoriali nel senso più vasto, si lasciano edifici di luce grigia dai quali si ambisce ad evadere, dove solo provvisoriamente si risiede. sono periferie dell’appartenenza, spazi mentali ancora prima che spazi fisici, urbani. atteggiamenti nella differenza: rifiuto accettazione colore incontro diffidenza contaminazione tolleranza assorbimento convivenza integrazione conflitto omologazione accoglienza ipocrisia distanza. nelle comunità: chiusura riconoscibilità difesa appartenenza solitudine nostalgia violenza mancanza. nei luoghi: piazze come superfici aperte all’incontro (comunità etniche) piazze come decorazione urbana (comunità occidentali). confine quartieri multirazziali o centri storici (vissuti di giorno), periferie desolanti o campagne trascurate (vissute di notte) sono queste le città nella città che non si piega al mutamento, che permane rigida come la civitas che l’ha creata e come i nuovi gruppi, concentrati nella sopravvivenza attraverso la difesa della propria identità. forse la città è per natura ostile all’integrazione. forse l’accoglienza percorre l’indifferenza per arrivare alla tolleranza. forse il confine si sposta in una notte. |
> l'incontro |  |
città di migranti. etnografie digitali per un’ altra urbanistica | giovanni attili università la sapienza, roma |  |
> la mostra |  |
lo utah in pedemotana. altri modi di abitare | fotografie di massimo poldelmengo |  |
> la rassegna cinematografica |  |
prendimi e portami via di Tonino Zangardi, 2003 |  |
east is east di Damien O'Donnell, 1999 |  |
gente di Roma di Ettore Scola, 2003 |  |
così ridevano di Gianni Amelio, 1998 |  |